Interventi di riorganizzazione e potenziamento dei servizi territoriali socio-sanitari e sanitari pubblici

  La Regione Puglia ha definito come prioritarie, negli ultimi cinque anni, le attività di riorganizzazione e potenziamento dei servizi territoriali sanitari. Nell’ultimo anno è stato approvato un pacchetto di interventi nella sanità per un finanziamento complessivo di quasi 60 milioni di euro. Le risorse stanziate derivano dall’omonima azione del Programma Operativo regionale 2014-2020 – 9.12 FESR “Interventi di riorganizzazione e potenziamento dei servizi territoriali socio-sanitari e sanitari territoriali a titolarità pubblica” per un totale di 404 milioni di euro. Si tratta di una prima tranche di finanziamenti relativi alla procedura negoziale avviata nel 2016 e che ha visto la selezione degli interventi, nell’ambito delle risorse disponibili, in confronto partenariale con le Direzioni strategiche Aziende pubbliche del Servizio Sanitario Regionale. L’azione prevede investimenti per il potenziamento delle infrastrutture e delle tecnologie dei servizi sanitari e sociosanitari offerti delle strutture pubbliche del Servizio Sanitario.  L’obiettivo è migliorare e accrescere l’offerta dei servizi e la loro fruibilità: dall’assistenza specialistica ambulatoriale, alla prevenzione, all’assistenza domiciliare, residenziale e semiresidenziale per anziani e persone fragili fino alla riconversione delle strutture ospedaliere dismesse in presidi territoriali di assistenza (PTA) e al potenziamento dei servizi dipartimentali territoriali (riabilitazione, salute mentale, dipendenze patologiche, farmaceutico con riferimento alla assistenza territoriale). Per realizzare questi obiettivi la Regione ha: riconvertito gli ospedali dismessi in Presidi Territoriali Assistenziali (centri dotati di servizi ambulatoriali specialistici, di chirurgia ambulatoriale, consultori, salute mentale, prevenzione, riabilitazione, dipendenze patologiche, etc.); riconvertito gli immobili pubblici in strutture per le cure i per anziani gravemente autosufficienti, per le cure palliative, per la riabilitazione estensiva di persone con disabilità; acquistato macchinari all’avanguardia per le attività di diagnostica specialistica e di chirurgia ambulatoriale per i presidi sanitari di riferimento dei distretti sociosanitari; potenziato la telemedicina nei percorsi domiciliari sanitari e sociosanitari e di integrazione ospedale-territorio. I risultati ottenuti dall’integrazione dei sistemi sono:  riduzione della spesa annuale delle ASL per fitti di immobili privati utilizzati per l’assistenza territoriale; riduzione dei tempi di attesa; incremento e potenziamento dell’assistenza domiciliare;  diffusione della medicina di prossimità anche mediante l’utilizzo delle telemedicina; incremento delle attività di prevenzione (screening); miglioramento della qualità delle prestazioni diagnostiche e riduzione della mobilità sanitaria passiva.