INTERVENTI PER LA SICUREZZA FERROVIARIA

La Puglia ha una rete ferroviaria di 1500 Km. In questi anni è stato perseguito l’obiettivo di dotare la regione di un’infrastruttura completamente interconnessa, sicura, con tecnologie di controllo omogenee, diffuse ed efficienti e con la possibilità di generare una permeabilità dei servizi ferroviari a tutto tondo per tutti i concessionari. A tal fine il Piano Nazionale della Sicurezza Ferroviaria, firmato con la convenzione del 10 ottobre 2017 dal presidente Michele Emiliano e dall’allora ministro Graziano Delrio, ha previsto interventi per circa 700 milioni di euro, di cui 300 milioni destinati alle ferrovie interconnesse alla rete nazionale (FSE, FdG e FNB) e 398 milioni alle ferrovie isolate (FAL). Il Piano interviene per allineare le reti regionali ai livelli tecnologici e di sicurezza della rete nazionale. L’incremento del livello di sicurezza delle ferrovie interconnesse e la loro integrazione alla rete nazionale determina, oltre alle positive ricadute per il sistema di trasporto pubblico locale e nazionale, la riduzione della congestione stradale, della incidentalità e delle emissioni di CO2, nonché il contenimento dei costi sociali connessi alla mobilità privata. La messa in sicurezza riguarda anche le Ferrovie non interconnesse, rappresentate per la Puglia dalla Società FAL (Ferrovie Appulo Lucane). Un altro obiettivo perseguito è il rinnovamento della flotta dei treni regionali, con un incremento di circa 70 nuovi treni fino al 2023. Al termine di questo processo di potenziamento dell’infrastruttura, sul fronte del miglioramento dei servizi il governo regionale si sta muovendo in due specifiche direzioni: la prima, con una massiccia campagna di rinnovo del materiale rotabile, sia automobilistico che ferroviario; la seconda con l’imposizione, nei nuovi contratti, di obbligazioni di servizio pubblico orientati sempre più alla qualità, alla quantità dei servizi, al loro accesso smart, all’intermodalità efficace. L’obiettivo più volte dichiarato è quello di rinnovare completamente la flotta dei treni regionali da qui al 2023 (circa 70 nuovi treni). Saranno investiti complessivamente 400 milioni di euro, di cui 100 milioni quale quota di cofinanziamento delle Società di trasporto. Quello pubblico, sarà denaro proveniente dalle risorse del PO FESR 2014/2020, dalle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (sia in quota Patto per la Puglia che in quota delibera Cipe) e dalle risorse proprie regionali e dello Stato. Un piano di investimenti che non ha precedenti e che, per la prima volta, vede il trasporto regionale assumere dignità pari a quella dei migliori servizi ferroviari a mercato, in uno scenario all’interno del quale si inserirà un nuovo modello di offerta, più performante nelle velocità commerciali, cadenzato negli orari, e coordinato con i servizi automobilistici di adduzione alle stazioni.