RETI E PERCORSI PER L’ASSISTENZA SANITARIA

La Regione Puglia in questi anni ha realizzato una importante revisione del sistema di offerta dei servizi sanitari, la riorganizzazione della rete ospedaliera con ospedali più moderni e sicuri, strutture territoriali avanzate, investimenti sull’assistenza domiciliare e in progetti orientati all’integrazione socio-sanitaria. Queste misure rispondo ad un preciso obiettivo: salvaguardare i bisogni della collettività, affrontando, in modo nuovo ed efficace, i temi della prevenzione e dell’inclusione, la cura e il sostegno alle comunità terapeutiche e alle associazioni dei familiari. In questa ottica sono state adottate strategie di integrazione tra i vari momenti dell’assistenza, attraverso la costruzione di reti e percorsi assistenziali per garantire a tutti i cittadini cure efficaci e la presa in carico in centri specializzati anche per mamme e bambini. Diverse reti sono state avviate o riorganizzate: la Rete Oncologica Pugliese, 11 Breast unit, 3 reti tempo dipendenti (infarto del miocardio, ictus e traumi), la Rete Trasporto Neonatale (il trasporto STEN e STAM è attivo in tutta la Regione e garantisce quotidiana assistenza alle donne e ai neonati), la Rete delle Anatomie Patologiche pugliesi, la Rete Nefrologica-Dialitica Trapiantologica – ReNDiT, la Rete Parkinkson, la rete della Terapia del dolore, la rete della radiologia interventistica, la Rete Talassemia e Percorsi diagnostici terapeutici assistenziali (PDTA). Infine, il progetto PathLab individua priorità di intervento e procedure omogenee sul territorio regionale 15 percorsi diagnostici terapeutici assistenziali regionali (di cui alla Determinazione di Giunta Regionale n. 658 del 24/4/2018) e 40 soggetti beneficiari (3 per Ente del SSR +1 referente Agenzia Regionale per la Salute e il Sociale A.Re.S.S.). Un grande lavoro è stato svolto anche nell’ambito della riorganizzazione della rete ospedaliera. I posti letto della Regione sono complessivamente aumentati di circa 450 unità rispetto all’assetto precedente incrementando le dotazioni degli ospedali di riferimento regionale e provinciale. I risultati dei sistemi di valutazione nazionale attestano il miglioramento della qualità e sicurezza dell’assistenza e la riduzione della mobilità passiva extraregionale di oltre il 20% rispetto al 2009.